Il Nucleo di Steve Taylor

Poesia
di Steve Taylor
http://www.stevenmtaylor.com/

 Può servire una vita intera per diventare se stessi;
anni in cui ti senti solo e alla deriva
a impersonare un ruolo che non dovevi recitare
balbettando in una lingua che non ti appartiene
indossando vestiti fuori misura
cercando di apparire normale
ma sentendoti sempre goffo e impacciato
come uno straniero che finge di essere a casa
sapendo che tutti si accorgono della tua diversità
e ce l’hanno con te perché non sei come loro.

Ma lentamente, dopo anni di esplorazione,
giungi in un luogo conosciuto
odi vaghi sussurri che sembrano avere un senso,
parole così stranamente familiari che sembrano le tue
e idee che ti risuonano nel profondo, come se già le conoscessi.
E lentamente acquisisci più sicurezza
e cammini più svelto, riconoscendo la giusta direzione,
avvertendo il richiamo magnetico di casa.

E ora cominci a scavare
per rimuovere tutto gli strati del condizionamento
per cambiare la pelle del tuo sottile e falso io
per eliminare le abitudini e i desideri che hai assorbito
finché non raggiungerai la solida roccia sotto
il tuo nucleo fuso e scintillante.

Ora non c’è più incertezza:
la via è chiara, il tuo percorso è stabilito.
Il sostrato roccioso del tuo essere è fermo e stabile
e non ha paura di essere accettato o deriso.
Tutto ciò che fai è giusto e coerente,
profondo, totalmente autentico.

Ma non fermarti. Sei solo a metà strada
e forse persino all’inizio.

Una volta che avrai raggiunto il nucleo
continua a esplorare ma in modo più sottile
continua a scavare ma con più delicatezza
per dissotterrare nuovi strati, scoprire nuove profondità
fino a raggiungere il punto, che non è un punto,
dove il nucleo si dissolve
e la solida roccia si scioglie come il ghiaccio
e l’io perde i suoi confini
e si espande fino a racchiudere il tutto.

Un io più forte e più vero
perché non è un io.
Un io che hai dovuto trovare
per poi poterlo perdere.

tratto dal libro di poesie  ‘Il Centro della Quiete’

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Versione originale

THE CORE

It can take a whole lifetime to become yourself
years of feeling adrift and alone
acting in a role you were never meant to play
stammering in a language you weren’t meant to speak
wearing clothes that don’t fit
try to pass yourself off as normal
but always feeling clumsy and unnatural
like a stranger pretending to be at home
knowing that everyone can sense your strangeness
and resents you because they know you don’t belong.
But slowly, through years of exploration,
you see landmarks that you recognize
hear vague whispers that seem to make sense
strangely familiar words, as if you had spoken them yourself,
and ideas that resonate deep down, as if already you knew them.
And slowly your confidence grows
and you walk faster, sensing the right direction,
feeling the magnetic pull of home.

And now you begin to excavate
to peel away the layers of conditioning
to shed the skin of your flimsy false self
to discard those habits and desires that you absorbed
until you reach the solid rock beneath
the shining molten core of you.

And now there’s no more uncertainty
your path is clear, you course is fixed.
This bedrock of your being is so firm and stable
that there’s no need for acceptance
no fear of exclusion or ridicule.
Everything you do is right and true
deep and whole with authenticity.

But don’t stop. This is the only the halfway point
maybe even just the beginning.

Once you have reached the core
keep exploring but more subtly
keep excavating but more delicately
and you’ll keep unearthing new layers,
finding new depths,
until you reach the point that is no point
where the core dissolves
and the solid rock melts like ice
and the self loses its boundary
and expand to encompass the whole.

A self even stronger and truer
because it’s no self at all.

A self you had to find
so that you could lose it.

from the book ‘The Calm Center’

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