MARTE e l’evoluzione del nostro Guerriero Interiore – I parte

Fin dall’antichità, insieme con altri punti luminosi, nei cieli notturni ne appariva uno che si differenziava dagli altri per il suo colore più tendente al rosso. Osservandolo nel suo moto così veloce, si comprese che non si trattava di una stella ma di un pianeta del sistema solare, e che il suo brillare altro non era che la luce ricevuta dal Sole e riflessa poi alla Terra. Da allora il pianeta rosso ebbe molti nomi finché giunse a noi con il nome attribuitogli dalla cultura greco-romana, Aries per i Greci e Marte per i Romani. Per effetto della valenza patriarcale di questi due popoli, il pianeta rosso fu spogliato della sua vera natura, perse la sua funzione di difensore della Vita che aveva nelle civiltà matriarcali per assumere il carattere totalmente maschile di ‘dio della guerra’. I miti si trasformarono e nacquero quelli che lo descrivevano come un dio stizzoso e distruttivo, al servizio di macchinazioni e separazioni. È questa linearità energetica che ha preso piede e si è installata profondamente nella memoria biologica dell’essere umano, che lo ha così collocato al centro di un mondo da lui costruito secondo principi di rivalità, competizione, lotta per il potere e la supremazia.

Abbondantemente oltre la soglia dell’etica e dell’amore, il mondo moderno sta soffrendo della mancanza di un riconoscimento del lato sacro connaturato in ogni creatura, in ogni cosa manifesta. È un mondo che, condizionato dal suo stesso impeto distruttivo, continua a porre il silenzio dell’anima quale condizione necessaria alla sua sopravvivenza. Quale immane illusione! L’umanità narcotizzata da secoli di cultura materialista si sta faticosamente accorgendo che è invece tempo di frantumare miriadi di concetti che hanno finora composto e tenuto in piedi un sistema di accaparramento fine a se stesso e, al tempo stesso, sente sempre più pressante il desiderio di aprirsi il varco verso quei sentieri interiori che portano alla vera conoscenza di se stessi e dell’armonia.

L’energia propulsiva che occorre per ristabilire i principi creativi che sottostanno all’evoluzione vive in noi, e in noi prende vita proprio nel momento stesso della nascita poiché è solo con una poderosa spinta vitale che noi veniamo alla luce, nell’atto del partorire vi è tutta la forza creatrice della vita. Madre e figlio, in totale simbiosi durante i nove mesi di gravidanza, si ‘sdoppiano’ fisicamente pur rimanendo in costante dialogo animico. La buona crescita del neo-nato dipende proprio dalla qualità di questo legame, più è amorevole e meglio si va formando la nuova creatura, che nel corso della vita ha la possibilità di rinascere a se stessa secondo il programma animico per cui è venuta al mondo.

Il Pianeta Rosso è l’Archetipo di questa forza vitale e vitalistica, anticamente aveva proprio il compito di difendere la Vita e le sue creature da ogni tipo d’interferenza distruttiva. Nel ciclico alternarsi delle due polarità, però, al Femminile è subentrato il Maschile, sono nati i patriarchi, le religioni hanno fatto capo a un dio padre non più amorevole ma giudice e castigatore. Marte si è così vestito di armi e armature sempre più sofisticate, fino a giungere ai nostri giorni in cui le aberrazioni e le guerre pullulano sulla Terra in ogni dove. L’era razionale e materialista è giunta ormai alla fine, l’onda del femminile risvegliato ha portato la svolta decisiva e ora sole e luna, padre e madre, maschile e femminile, devono trovare il giusto equilibrio per ottemperare al progetto della Coscienza che ci richiama all’unità. È come se dovessimo passare dalla modalità della triade incatenante a quella della liberazione, il movimento del triangolo distruttivo si basa sul vittimismo e il senso di colpa, quello creativo sul risveglio dell’io interiore. Il primo è messo in scena da tre personaggi, vittima carnefice salvatore; il secondo è interpretato da padre madre figlio, l’Uno e Trino che governa l’universo.

È molto facile capire in quale di queste due dinamiche si sta conducendo lo svolgimento della propria vita: sentirsi vittime implica inesorabilmente che potenzialmente si è anche carnefici o salvatori e, ovviamente, che si possono produrre situazioni in cui diventiamo tali. Questo schema comportamentale non porta a nuove acquisizioni ma mantiene in uno stato di sudditanza all’ego e, in pratica, a ogni forma di manipolazione esterna. Un maxi-esempio evidentissimo è quello che si sta tuttora perpetrando nei paesi africani in cui decenni fa si sono stabilite politiche di sfruttamento di quei territori ricchi di risorse, l’‘uomo bianco’ è diventato padrone e signore di miniere di diamanti e pietre preziose, sedimenti petroliferi, arricchendosi a spese d’intere popolazioni, vittime di un potere che opera contro la vita. La terra, capace di donare spontaneamente e copiosamente i suoi frutti, è stata invasa da macchinari ad alta tecnologia che l’hanno violentata, sfruttata e resa arida e improduttiva. Da lì sono sorte decine di associazioni umanitarie per alleviare sofferenze, maltrattamenti e carestie, per salvare centinaia di esseri umani da una fine certa. E tutto permane da copione! Ancora guerre e sfruttamenti si attuano in una spirale distruttiva e insensata, e ancora è assolutamente necessario l’intervento umanitario. Marte prende forma in uomini armati di kalashnikov che uccidono, o imbottiti di tritolo per farsi esplodere in luoghi affollati, o nell’invio di eserciti a salvaguardare la pace!!!!!

E com’è il nostro territorio interiore?

Quante guerre, piccole o grandi, mettiamo in atto ogni giorno in noi stessi?

Abbiamo ancora ‘un nemico’ da combattere?

Ci sentiamo vittime, colpevoli, salvatori?

Se questo avviene, è il segnale tangibile che ci troviamo in una fase ‘improduttiva’ da cui dobbiamo emergere per diventare creatori, prima di tutto di noi stessi e poi di nuove edificanti situazioni. Ricrearsi significa dare voce alla forza creativa presente in ogni nostra cellula, che attende di essere messa in azione poiché siamo noi i veri agenti generativi di noi stessi. Tutto ciò che quotidianamente viviamo dipende esclusivamente da ciò che scegliamo di pensare e di fare ad ogni istante, e non da qualcuno o qualcosa di esterno. Il mondo non è altro che la proiezione dell’anima collettiva dell’umanità, quando ognuno si prende la responsabilità delle proprie disarmonie e cambia la linea direttiva verso la luce, il mondo diventa un luogo di luce. Marte può così trasformarsi e prendere le vesti del nostro luminoso guerriero interiore che agisce a spada tratta, senza colpo ferire, quale monito verso tutto ciò che incalza come forma di annichilimento che non fa altro che alimentare un soporifero atteggiamento mentale, quello che viene poi subdolamente irretito da ogni forma di procedura manipolatoria. Dal buio alla luce, questo è il percorso su cui ci conduce il Pianeta Rosso. E lo sta facendo proprio ora, in questo specifico periodo del 2016.

 

marte

Il moto di Marte nella Ruota Zodiacale è esplicativo e descrive la grande opportunità che ora abbiamo per portare definitivamente alla luce tutti i fantasmi che agiscono nelle oscure profondità della nostra psiche, quelle egregore da noi stessi create e accettate che, assumendo vita propria, vanno a ostacolare e condizionare le nostre scelte future. Marte il Guerriero sta transitando tra Scorpione e Sagittario, si alterna tra un segno e l’altro per mitigare l’impatto con la nostra parte ombra che altrimenti potrebbe essere un po’ doloroso. Quando transita in Scorpione, il pianeta guerriero ci dà lo slancio vitale per affrontare con coraggio quelle forme-pensiero che ci hanno resi schiavi a livello emotivo, quando passa in Sagittario, senza tentennamenti, le offre alla luce del vibrante fuoco sagittariano capace con la sua freccia di portarle al cielo, alla cosmica energia che le ‘asciuga’ e le dissolve. Passare dalla mente inferiore che produce forme-pensiero involutive, alla mente superiore che crea in ottemperanza alle direttive dell’armonioso disegno di cosmica provenienza: questo è il percorso che ci indica Marte.

 

A grandi linee questi sono i suoi periodi di alternata percorrenza nei due segni.

Marte entra in Scorpione il 4 gennaio 2016, percorre tutto il segno e il 6 marzo entra in Sagittario, dove ad aprile diventa di moto retrogrado e torna quindi in Scorpione il 28 maggio. Vi transita fino al 3 agosto quando rientra in Sagittario per proseguire poi normalmente il suo cammino. Nei mesi di giugno luglio e agosto, transita negli ultimi gradi di Scorpione, decade a lui affidata e di cui diventa referente nei confronti dell’azione congiunta degli altri Archetipi Planetari. A lui Essi fanno affidamento affinché operi nel migliore dei modi per scovare negli angoli e negli anfratti più bui quelle rimanenze energetiche inespresse, incatenate a vecchie modalità comportamentali ed emotive.

La spada di Marte guerriero diventa spada di luce che, come la lampada dell’eremita alla ricerca di se stesso, illumina la notte dell’anima e fa brillare mille nuove scintille esplorative dello spazio interiore, mai conosciuto, dove da sempre dimorano i nostri più preziosi talenti che attendono di essere espressi e resi visibili. A quei lampi di chiarore l’Anima si risveglia, ricomincia a respirare di un respiro che diventa sempre più ampio, muove i primi passi, dapprima incerti e poi sempre più spediti e agili. Alla buia notte dell’anima si sostituisce il suo risveglio alla luce, che meravigliosa avventura per un essere umano quando questo avviene! Colui che è ‘nato due volte’ è totalmente libero, non ha più alcuna paura e più non lo inquieta l’oscurità che diventa invece ‘la Magica Luce Nera dai Bagliori Stellari per ritrovare in fondo a noi stessi la Verità occulta del Silenzio’, luogo di magnifica ispirazione creativa nell’ascolto della luce divina.

L.B.  maggio 2016

 

 

 

 

 

 

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