Van Gogh e il Girasoli

20 settembre 1846: viene scoperto ufficialmente un nuovo pianeta, il secondo oltre Saturno. Da sempre era lì orbitante attorno al Sole aspettando che l’Umanità potesse integrare nella coscienza il messaggio di cui era portatore. È stato chiamato Nettuno, dio degli oceani e dei mari, Archetipo delle nostre acque interiori che, come le profondità oceaniche, custodiscono immensi tesori da ritrovare. Nettuno è stato scoperto nel momento in cui stava transitando retrogrado alla fine di Aquario, fermo sulla soglia nel suo regno, pronto a ritornare nelle acque dissolventi dei Pesci. È l’ultimo segno della sequenza zodiacale che ci apre sull’infinito tempo e l’infinito spazio. Per L’Umanità era giunto il momento di accedere all’Inconscio, territorio sconosciuto delle mille possibilità, per portare coscientemente in luce nobili talenti a cui dare aspetto e forma, così come inespressi dolori, spesso causa di importanti blocchi energetici tali da compromettere la qualità di vita.

Da lì a qualche anno nascono Sigmund Freud 1853, Nicola Tesla 1856 e Vincent Van Gogh 1853. In quegli anni Nettuno è ormai ben posizionato nella decade centrale dei Pesci e ne governa tutte le sfaccettature, rimescola le acque oceaniche dell’incommensurabile Inconscio Collettivo e apre pian piano un piccolo spiraglio dal quale cominciano a far capolino inspirazioni e lungimiranti visioni che alcuni uomini riescono a cogliere, portare alla coscienza e concretizzare secondo la loro specifica impronta individuale. Così Freud esplora i moti interiori da un punto di vista psichico ed elabora la psicoanalisi, metodo usato per comprendere i segnali che l’Inconscio invia attraverso simboli. Nicola Tesla fisico, ottiene ben 300 brevetti come inventore e viene definito ‘il santo patrono della moderna elettricità’ (Wizard: The Life and Times of Nikola Tesla: Biography of a Genius. Marc Seifer).

E Vincent Van Gogh?

Vincent Van Gogh nasce il 30 marzo 1853 con il Sole in Ariete, segno solare, focoso, passionale, la cui energia di vita dà il via ad ogni nuovo ciclo stagionale. In primavera la Vita si ricrea e si rigenera grazie alla spinta formidabile che la forza arietina imprime nella Natura. Ariete apre il varco, ha in sé tutta la forza dirompente, incalzante, che spinge a manifestare qualcosa che ancora non esiste nel mondo della Forma, agisce in tutti i regni minerale, vegetale, animale e anche nell’essere umano. Ha quindi la necessità impellente di avere alleati capaci di contenere e convogliare tutto ciò.
Ebbene, il Sole in Ariete di Van Gogh è isolato, senza sostenitori, in balia delle ispirazioni di Nettuno in Pesci…anch’esso isolato! Il Sole pianeta dell’individualità e Nettuno pianeta della dissolvenza, si trovano rispettivamente nei due segni del Principio-Ariete e della Fine-Pesci, senza alcuna possibilità di poter dialogare.
Nessuna forza planetaria è in grado di metterli in comunicazione, percorrono dunque due strade diverse, entrambi eccessivi nella loro modalità espressiva che ben si riflette negli eventi della vita dell’artista.
È solo nella pittura che Vincent trova lo strumento per far comunicare l’irruenta passionalità impressagli dal Sole con il suo intimo mondo emotivo legato al trascendente Nettuno. La produzione pittorica è vastissima e tutti i quadri che produce durante l’arco della sua breve vita sono spettacolari nella loro unicità.

In particolare mi soffermo a considerare la serie dei Girasoli.
Dal 1887 al 1889 dipinge undici quadri che hanno per soggetto i girasoli, fiori eliotropici. L’insistenza di Van Gogh nel rappresentarli sembra voler significare la continua ricerca della propria identità che la sua parte nettuniana, altrettanto costantemente, dissolve.   Senza confini precisi e senza un ruolo definito la personalità si annacqua nel mare dell’inconscio ricco di suggestioni, e così il giallo dei girasoli perde i limiti della forma e diventa il giallo oro delle messi negli assolati campi di grano. Le pennellate sono intense, lineari, immediate e creano un movimento incessante fino a sembrare quello delle onde di un mare infinito, l’oceano di nettuniana origine. E così trascendenza e immanenza trovano il loro punto di unione. Questo Van Gogh scriveva in una lettera al fratello Theo ‘ Vorrei esprimere qualcosa che consoli come la musica, vorrei dipingere uomini e donne con quell’eternità il cui segno era una volta l’aureola e che ora noi cerchiamo nelle radiazioni, nello splendore dei nostri colori’.

Sono trascorsi 166 anni dalla nascita di Van Gogh e ora come allora Nettuno si trova nella seconda decade dei Pesci, più o meno negli stessi gradi poiché quelli sono gli anni del ciclo in cui percorre l’intera Ruota Zodiacale. Entrato in Pesci nel 2012, Nettuno sta producendo lo stesso passaggio di coscienza di allora, ma ad una voluta più alta della spirale evolutiva. Il 21 marzo, giorno dell’equinozio di primavera, il Sole entra in Ariete e viene attivata la stessa dualità energetica. Se il Sole in Ariete rappresenta l’identità terrena e Nettuno in Pesci l’identità celeste, come possiamo vivere al meglio il momento magico dell’Equinozio di Primavera accompagnato ancora per qualche anno dal transito di Nettuno in Pesci?

Per noi, esseri umani del terzo millennio, il nuovo salto di coscienza prevede la nostra com-partecipazione attiva e consapevole al grande Disegno programmato e diretto dalla Luce Creatrice stessa che evolve in e attraverso la Forma in cui ci siamo ora identificati. La nostra fisicità è il tabernacolo della scintilla di luce presente in ognuno di noi, il Sole in Ariete ora è in grado di attivare in noi questa scintilla attraverso il desiderio di far proliferare l’armonia e l’abbondanza che il Cielo ci propone. Le Potenze Celesti compatte stanno dispiegando tutta la loro Forza per risvegliare in noi questo Principio divino capace di annientare le false promesse di forze contrarie all’evoluzione. Riconosciamo quindi che siamo figli della Luce, ognuno con i suoi propri talenti da mettere a frutto, unici e quindi non confrontabili né manipolabili. Questa è la nostra vera e unica identità.
I Pianeti all’unisono questo ci stanno dicendo a gran voce, il loro non è più un bisbiglio ma il potente Suono primordiale della Vita.

Il Sole – collage- Laura Bottagisio

L’entrata del Sole in Ariete di quest’anno 2019 è accompagnata dal primo plenilunio dell’anno solare, quello che decreta la domenica di Pasqua, a sottolineare che l’unione degli opposti è necessaria per progredire e far progredire il Grande Disegno che ci sta conducendo alla Coscienza di Unità. Il matrimonio tra Sole e Luna, Maschile e Femminile può avvenire solamente se ci confrontiamo e ci liberiamo dalla nostra natura duale prodotta dall’ego e sostenuta dalla mente. Riconoscere quegli schemi affettivi che ci legano al passato e non ci permettono tale liberazione è un atto d’amore verso noi stessi e verso coloro che sono nel nostro cuore. Nettuno è raggiunto da Mercurio che si trova così a suo agio in Pesci da fare una sosta prolungata per poter ben assorbire gli insegnamenti del dio delle acque profonde. Mercurio è un pianeta veloce, e qui rappresenta l’allievo che apprende e si apre a ricevere la saggezza del cuore. Il vero cambio di coscienza è imparare a ‘saltare’ da una dimensione all’altra senza soluzione di continuità e portare nella tridimensionalità quotidiana la nostra scintilla divina.
Questo è il salto quantico.

“Creare è manifestare nella Materia un’Idea Divina, una Rivelazione dello Spirito, che attraverso l’uomo si esprime in questo piano di Realtà. Questo è il primo “Fatto” sottile e fondamentale del processo creativo…”.  – tratto da Omeostasi Superior

Come i girasoli, anche noi volgiamoci costantemente verso il nostro Sole interiore, guida divina che ci sprona a creare pensieri e azioni che producono apertura, benevolenza, amore, condivisione e gioia di vivere. Buona Vita!

Laura Bottagisio, marzo 2019

 

 

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