29 FEBBRAIO

Ormai tutto il mondo in preda alla propria routine è uniformato alla conta del tempo su base occidentale (il nostro calendario gregoriano) che è stato creato secondo le posizioni e il moto solare. Gli altri calendari, antichi o moderni o riscoperti, che danno attenzione alla luna, ci sarebbe da dire quale luna ma non è questo il contesto dove cercare di dare informazioni lontane dalla realtà accettata come vera, devono tenere conto del tempo adottato dal mondo economico che regna ormai sovrano in Terra. Il 29 Febbraio è quindi visto come un giorno impossibile, non esistente ma creato ad arte per fare tornare i conti e proprio per questo risulterebbe fuori dal tempo lineare ed esprimerebbe il vuoto che è anche il tutto a livello quantistico. La somma delle due cifre non a caso è un 11 che ha tantissimi significati (già enumerati nel blog relativo al portale 11 11 e in quello specifico del numero) tra cui appunto l’essere il numero relativo alla sefirà Da’at che è apertura alla conoscenza, appunto il portale che apre alla Sapienza Infinita. Essa può essere considerata come la mela presa da Adamo e sottratta, in quanto nascosta ma presente in memoria dall’albero depositario di tutta la creazione e appunto della conoscenza secondo l’idea di Dio, capace di accordare gli opposti perché la conoscenza superiore o inferiore non dà significazione alla dualità ma all’unione per tornare all’Uno o creare il Nuovo. 

Il giorno fuori dalla dualità, in quanto si esprime al centro della stessa sfruttandone le possibilità per vedersi ed esistere (è inserito nel secondo mese del calendario solare, non a caso), si qualifica ogni quattro anni, tempo necessario per manifestarsi nelle quattro dimensioni, nei quattro elementi metafisico-materiali, nel ciclo stagionale e nell’espressione di realizzazione umana della “quadratura del cerchio”, ossia il comprendersi divino all’interno della condizione terrestre.
In questo giorno che non dovrebbe esistere possiamo conoscere il mistero perché sorretti dalle leggi ma fuori dal loro dominio. Ci sentiamo sospesi ma vivi e presi da noi stessi come esseri che possono fare. Ma per fare occorre prima essere e conoscere cogliendo l’opportunità che il 29 febbraio ci dà per andare oltre le credenze e le modalità automatiche del vivere, fuori anche dalle pratiche di perdono e gratitudine che potremmo semplicemente rivolgere a noi stessi per il solo fatto di essere qui in questo momento partecipi del Disegno.
Mimì